Intervento: ricostruzione
Tipologia: rifugio alpino
Anno: 2025
Il Rifugio Tonini si trova a 1.909 metri, su un crinale erboso nel Lagorai occidentale, in un paesaggio montano dolce ma segnato da linee tese e inclinate. Il vecchio rifugio, oggi un rudere, racconta la trasformazione da malga compatta a struttura ampliata per necessità. La pietra locale, ancora solida, verrà riutilizzata per il nuovo basamento: scelta tecnica e simbolica, memoria viva dell’edificio originario. Poco sopra sorge lo stallone in pietra, semplice e ancora oggi attivo, esempio di architettura essenziale e funzionale. Da questo contesto nasce l’idea del nuovo rifugio: un volume compatto, rigoroso e resistente, in dialogo con il paesaggio e la memoria del luogo.
Il concept del nuovo Rifugio Tonini nasce dall’idea originaria di rifugio come riparo: un’architettura essenziale, solida e accogliente, pensata per offrire protezione in un ambiente severo come quello d’alta quota.
Questa visione si traduce in un basamento articolato in cinque blocchi monolitici — ingresso, scala e cucina, corpo servizi, due nicchie laterali — distinti per funzione ma uniti in un impianto compatto e coerente. La loro giustapposizione genera la sala pasti, spazio centrale del rifugio e cuore della convivialità. Le aperture della sala, arretrate rispetto al filo delle murature, accentuano lo spessore delle pareti e rafforzano il senso di protezione. Il rivestimento in pietra locale recuperata conferisce matericità e memoria, evocando la solidità delle architetture alpine e il legame con il rudere preesistente. Sopra questo basamento si appoggia un volume più leggero in legno di larice, destinato alla zona notte, rivestito in doghe verticali e coperto da una doppia falda in lamiera brunita.
L’intera composizione richiama l’archetipo della malga trentina: basamento minerale, corpo superiore ligneo, copertura semplice, pianta rettangolare compatta e proporzioni contenute.
L’unico segno di apertura contemporanea è rappresentato dalle ampie vetrate sul lato ovest della sala pasti. Un gesto misurato, pensato per offrire una connessione visiva con il paesaggio e trasformare lo spazio interno in luogo di contemplazione. Un’eccezione che non contraddice il rigore del linguaggio architettonico, ma lo completa, riconoscendo che il rifugio oggi è anche un luogo di esperienza, non solo di sosta.
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The Tonini Refuge is located at 1,909 meters above sea level, on a grassy ridge in the western Lagorai, within a mountain landscape that is gentle yet defined by sharp, sloping lines. The old refuge, now a ruin, tells the story of its transformation from a compact alpine hut into an expanded structure driven by necessity. The local stone, still structurally sound, will be reused for the new base: a technical and symbolic choice, preserving the living memory of the original building. Slightly above stands the stone stable, simple and still in use today, an example of essential and functional architecture. From this context emerges the idea for the new refuge: a compact, rigorous, and resilient volume, in dialogue with both the landscape and the memory of the place.
The concept of the new Tonini Refuge stems from the original idea of the refuge as shelter: an essential, solid, and welcoming architecture, designed to provide protection in the harsh environment of high altitude.
This vision takes shape in a base composed of five monolithic blocks — entrance, stair and kitchen, service core, and two lateral niches — distinct in function yet unified in a compact and coherent layout. Their juxtaposition generates the dining hall, the central space of the refuge and the heart of its convivial life. The openings of the hall, set back from the wall plane, emphasize the thickness of the masonry and reinforce the sense of protection. The cladding in reclaimed local stone lends materiality and memory, evoking the solidity of Alpine architecture and the connection with the pre-existing ruin. Resting above this base is a lighter volume in larch wood, dedicated to the sleeping area, clad in vertical boards and covered by a double-pitched roof in burnished metal.
The overall composition recalls the archetype of the Trentino alpine hut: a mineral base, a timber upper volume, a simple roof, a compact rectangular plan, and restrained proportions.
The only contemporary gesture of openness is represented by the large windows on the west side of the dining hall. A measured intervention, designed to establish a visual connection with the landscape and to transform the interior space into a place of contemplation. An exception that does not contradict the rigor of the architectural language, but rather completes it, acknowledging that today the refuge is also a place of experience, not merely of shelter.
Crediti:
Progetto architettonico:
LOMA Architetti – Arch. Loroni Emanuele, Arch. Maffi Veronica