Intervento: nuova costruzione
Tipologia: residenziale
Anno: 2026 – in costruzione
Il progetto nasce da un’attenta osservazione del paesaggio della campagna romagnola e dalla volontà di reinterpretarne i caratteri più autentici attraverso un linguaggio architettonico contemporaneo. L’intervento si compone di due aggregati residenziali, ciascuno formato da quattro villette a schiera, concepiti come un unico organismo architettonico capace di evocare la memoria degli insediamenti rurali storici diffusi nelle campagne dell’Italia centro-settentrionale. Il concept trae ispirazione dagli aggregati spontanei che, tra gli anni ’50, ’60 e ’70, crescevano progressivamente attorno a un nucleo originario attraverso addizioni successive di volumi, coperture e spazi di servizio. Architetture nate dalla necessità, ma capaci di costruire nel tempo un equilibrio spontaneo tra funzionalità, relazioni familiari e paesaggio. Il valore di questi sistemi non risiedeva soltanto nella loro immagine formale, ma soprattutto nella capacità di rappresentare una comunità: famiglie che crescevano insieme, condividendo corti, spazi aperti, lavoro e quotidianità, pur mantenendo la propria individualità all’interno di un unico grande insieme.
Il progetto reinterpreta questa logica insediativa traducendola in una composizione organica di volumi puri e coperture a falde. L’aggregazione non avviene attraverso la ripetizione seriale di un modulo, ma mediante un sistema compositivo dinamico, in cui i corpi edilizi si articolano per slittamenti, sovrapposizioni e variazioni volumetriche che restituiscono la percezione di una crescita naturale e progressiva del costruito. L’insieme appare così come un piccolo borgo contemporaneo: unitario nella sua identità ma ricco di differenze, relazioni e gerarchie spaziali.
La composizione è governata da un ordine rigoroso e da un metodo progettuale preciso, capace però di conservare quella sensazione di spontaneità tipica degli aggregati rurali storici. Le coperture inclinate, le volumetrie accostate, le variazioni altimetriche e gli spazi intermedi costruiscono un paesaggio architettonico domestico e riconoscibile, profondamente radicato nella memoria collettiva del territorio romagnolo.
L’intervento non vuole semplicemente edificare otto abitazioni, ma costruire una piccola comunità contemporanea immersa nella natura. Per questo motivo il rapporto tra architettura e paesaggio assume un ruolo centrale e fondativo del progetto. Il verde non è concepito come elemento decorativo o residuale, ma come materia architettonica viva, parte integrante della composizione spaziale. La vegetazione penetra all’interno dell’aggregato attraverso patii aperti, giardini interstiziali, fioriere integrate e terrazze verdi poste ai piani superiori. Questi dispositivi generano continuità tra costruito e natura, dissolvendo il confine netto tra interno ed esterno e favorendo la crescita libera e rigogliosa delle essenze vegetali. Le architetture vengono così progressivamente avvolte dal paesaggio, dando vita a scenografie domestiche dal carattere fortemente bucolico, intime e mutevoli nel corso delle stagioni.
L’esperienza dell’abitare si costruisce quindi attraverso una continua relazione con luce, vegetazione, ombre e scorci prospettici. I piccoli patii verdi diventano stanze all’aperto, luoghi di contemplazione e relazione, capaci di introdurre all’interno della vita quotidiana una dimensione lenta, silenziosa e profondamente legata ai ritmi della campagna. Il progetto ricerca un equilibrio tra memoria e contemporaneità, tra rigore compositivo e spontaneità percettiva, tra architettura e natura. Ne emerge un insediamento che non impone una presenza estranea al territorio, ma sembra nascere da esso, come naturale evoluzione della cultura insediativa rurale romagnola reinterpretata secondo sensibilità contemporanee.
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The project originates from a careful observation of the Romagna countryside landscape and from the desire to reinterpret its most authentic qualities through a contemporary architectural language. The intervention consists of two residential clusters, each composed of four terraced houses, conceived as a single architectural organism capable of evoking the memory of historic rural settlements scattered throughout the countryside of Northern and Central Italy.
The concept draws inspiration from the spontaneous aggregations that, during the 1950s, 1960s, and 1970s, gradually grew around an original nucleus through successive additions of volumes, roofs, and service spaces. These were architectures born out of necessity, yet capable over time of creating a spontaneous balance between functionality, family relationships, and landscape. The value of these systems did not lie solely in their formal image, but above all in their ability to represent a community: families growing together, sharing courtyards, open spaces, work, and everyday life, while still maintaining their individuality within one larger collective organism.
The project reinterprets this settlement logic by translating it into an organic composition of pure volumes and pitched roofs. The aggregation does not occur through the serial repetition of a module, but through a dynamic compositional system in which the building bodies articulate themselves through shifts, overlaps, and volumetric variations that convey the perception of a natural and progressive growth of the built environment. The ensemble thus appears as a small contemporary hamlet: unified in its identity, yet rich in differences, relationships, and spatial hierarchies.
The composition is governed by a rigorous order and a precise design method, while still preserving that sense of spontaneity typical of historic rural clusters. The pitched roofs, juxtaposed volumes, variations in height, and intermediate spaces construct a domestic and recognizable architectural landscape, deeply rooted in the collective memory of the Romagna territory.
The intervention does not simply aim to build eight dwellings, but rather to create a small contemporary community immersed in nature. For this reason, the relationship between architecture and landscape assumes a central and foundational role within the project. Greenery is not conceived as a decorative or residual element, but as a living architectural material, an integral part of the spatial composition. Vegetation penetrates the cluster through open patios, interstitial gardens, integrated planters, and green terraces located on the upper floors. These devices generate continuity between the built environment and nature, dissolving the clear boundary between interior and exterior while encouraging the free and luxuriant growth of plant species. In this way, the architecture becomes progressively enveloped by the landscape, giving rise to domestic scenographies with a strongly bucolic character, intimate and constantly changing throughout the seasons.
The experience of dwelling is therefore shaped through a continuous relationship with light, vegetation, shadows, and framed views. The small green patios become outdoor rooms, places of contemplation and social interaction, capable of introducing into everyday life a slow, silent dimension deeply connected to the rhythms of the countryside. The project seeks a balance between memory and contemporaneity, between compositional rigor and perceptual spontaneity, between architecture and nature. The result is a settlement that does not impose itself as an alien presence upon the territory, but rather seems to emerge from it naturally, as the contemporary evolution of the rural settlement culture of Romagna.
Crediti:
Progetto architettonico:
LOMA Architetti – Arch. Loroni Emanuele, Arch. Maffi Veronica